Agosto mette una certa ansia: bisogna essere abbronzati, andare in vacanza, postare e ripostare relax, benessere e divertimento, anche se tutto costa più di quanto possiamo permetterci, le spiagge sono delle braci, la gente è sempre più aggressiva e tutti i posti instagrammabili sono sovraffollati.
Da tempo lascio il brivido di queste emozioni ad altri.
Trovare valide alternative è possibile con un po’ di impegno e ricerca, ma spesso basta solo guardarsi intorno.
È così che ho scoperto Zefiro, un chioschetto di legno, vista Sant’Angelo, a pochi passi da Sorgeto e dal centro di Panza, una delle zone più ruvide e autentiche dell’isola d’Ischia.
Compare all’improvviso, come un’oasi nel deserto. Non sai se è miraggio o se è davvero lì per darti ristoro.
Sospeso nel blu, con un parcheggio mini come il prato che accoglie pochi tavoli all’ombra di un pergolato, Zefino è un posto delizioso per un caffé o uno snack.
Ad accoglierti c'è Giuseppe, è lui l’anima del progetto. Ha deciso di ritornare sull’isola quest’anno, dopo una vita trascorsa a Berlino a lavorare nel mondo degli speciality coffe.
Gli studi in psicologia non l’hanno tenuto lontano dalla sua passione per il caffè. Lo capisci dalla competenza con cui racconta quello che sa e da alcune macchine di caffè vintage che colleziona dietro il banco.
La zingara, la caprese della mamma, ma anche spremute, cappuccini e caffè, sono un buon motivo per raggiungerlo. La playlist scelta da il ritmo giusto ed è in armonia con l’intimità spontanea del posto (i tavolini sono da due o da quattro persone, per piacere, non chiedere eccezioni!).

Arriva il momento di ordinare, chiedo un caffè e una caprese al limone. Quella che provo è la miscela del momento: 50% Brasile, 30% Guatemala e 20% Uganda. Non so se si dice così, lui spiega, io prendo appunti.
Da quello che capisco quella del caffè non è una scienza perfetta, altura, terreno e densità dei chicchi di caffè fanno parte delle regole del gioco, tanto quanto la bravura di chi sa tostare.
Se penso alla facilità con cui acquistiamo in modo compulsivo confezioni e cialde di caffè - di cui non conosciamo neanche l’origine - e a tutto l’universo che c’è dietro, mi dico che dovremmo fermarci e saperne di più.
Giuseppe ti parlerà dei mono origine, dei blend che incontrano più facilmente il gusto delle persone, ma anche di tostatura pre-blending e post-blending. Ha tante idee da sviluppare e ci si dedicherà nei sei mesi in cui Zefiro prenderà una pausa.
Incontrare questo ragazzo per me è stato un regalo, Giuseppe mi ha ricordato che ogni scelta può essere più consapevole, sostenibile e gustosa, anche se è racchiusa in un gesto quotidiano come sorseggiare il caffè.
L’unica segnalazione che devo fare prima di salutarti: attenzione, non c’è la toilette, per cui se ti scappa la pipì…