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Museo del Corallo Napoli: scopri la Gioielleria Ascione

Scritto da ostrichina | Jun 13, 2026 5:00:00 PM

A Napoli c’è una gioielleria, che è anche un Museo del Corallo, ma non è fronte strada.

E lì a ricordarci che le cose preziose vanno scoperte e tutelate, che Napoli è stata capitale di scambi, relazioni e artigianato d’eccellenza e che tutto questo, per fortuna, non è andato perduto.

 

La storia di Casa Ascione

Al piano nobile di un palazzo storico, proprio di fronte al Teatro San Carlo, puoi visitare la Gioielleria Ascione e, su prenotazione, il Museo che, in questi eleganti e luminosi spazi da spazio alla lavorazione del corallo e della madreperla.

Capolavori, talmente belli, e così finemente decorati, che ti senti fortunato anche solo nel poterli ammirare così da vicino.

A raccontarti la storia di questa famiglia sono proprio i discendenti di Domenico Ascione, armatore di coralline a Torre del Greco, e del figlio Giovanni, che si dedicò, con successo e lungimiranza, alla manifattura del corallo insieme ai suoi dieci figli. Tanto che “nel 1905 la famiglia, già fornitore della famiglia reale, ebbe il privilegio di fregiare il marchio con gli stemmi di Casa Savoia con il secondo brevetto, unendolo a quello ricevuto nel 1875 da Vittorio Emanuele II”.

Le creazioni sono immortali, hanno attraversato il mondo, i gusti e la storia: “degli ornamenti in stile pompeiano a quelli a fiori e foglie del XIX secolo, dalle bijouterie in corallo di Sciacca degli ultimi decenni dell'800, alle incisioni su corallo e su conchiglia, alle realizzazioni di oreficeria in stile liberty di inizio novecento, fino agli ornamenti di ispirazione déco degli anni '30 con le lavorazioni tessite ad ago”.

Anche il Tesoro di San Gennaro, al Duomo di Napoli, custodisce la Pisside in oro, corallo e malachite eseguita dalla famiglia Ascione su commissione di Umberto di Savoia.

Quanto tempo sarà stato necessario per realizzarla? Uno dei proprietari mi dice che il padre raccontava sempre che “la Corona di Napoleone è stata realizzata in pochi giorni” e questo mi fa pensare che hanno risposto alle richieste più esigenti sempre in modo impeccabile.

Dall’alto di questi spazi, in cui puoi scorgere il San Carlo e il Maschio Angioino, vedere turisti muoversi “ in fila indiana” per per addentare la pizza fritta indicata tra le “10 cose da non perdere a Napoli”, o il murales di Maradona, mi lascia sempre con l’amaro in bocca.

Che peccato, penso, si stanno perdendo una chicca, proprio a due passi da tutto il resto e non lo sanno.

 

 

Il corallo tra mito e storia: da Medusa all'Antica Roma

Oltre all’esperienza della visita, qui da Ascione puoi commissionare il tuo gioiello, come ha fatto una sposa con il suo fermacapelli in madreperla. Mi commuove pensare che ci sia ancora qualcuno così attento a questi dettagli.

Scegliere è impossibile, te lo assicuro.

Oggi, accanto a delicate roselline in corallo da indossare come orecchini, passando ai gioielli più importanti e vistosi, trovi persino stole di seta e velluti preziosi decorati a mano con tanti corallini.

I tempi sono cambiati e i gioielli si sono ridimensionati secondo le richieste del mercato. Lo percepisci confrontandole con le creazione del passato, in cui il corallo impreziosiva cristalli, specchi, presepi, quadri e parure pazzesche, ma qui sai di regalare qualcosa di autentico e un pezzo di storia.

E se hai pensato anche tu per un momento di comprare un corno di corallo visitando Napoli (mi raccomando, porta fortuna solo se lo ricevi in regalo), ti ricordo che dietro questa abitudine ci sono secoli di storie, credenze e testimonianze, che partono da Ovidio e ancor prima dai greci.

Avresti mai associato la nascita del corallo a Medusa?

Ovidio scrive che il sangue di Medusa, decapitata da Perseo, avrebbe colorato e pietrificato le alghe utilizzate dall’eroe per coprirla. Adesso forse capisco perché diversi anni fa gli Ascione hanno scelto come logo quello di Gorgone, per poi cambiarlo in quello attuale.


Ma andiamo più indietro nel tempo. I Greci e Fenici iniziarono a pescarlo, e anche Plinio Il Vecchio (Naturalis Historia, capitolo De coralliis) descrive il corallo come simbolo di fortuna e protezione, persino per i bambini (ancora oggi si regala spesso ai battesimi).

"E poiché seguiamo le meraviglie dell'India e degli Indiani - si legge - , è certo che presso di loro il corallo è considerato alla stregua di una gemma e di un amuleto religioso. Ma anche prima che ciò fosse conosciuto [ndr: l'apprezzamento indiano], i Galli erano soliti adornare le loro spade, scudi ed elmi con decorazioni di corallo. Attualmente, però, è così raro nel suo luogo d'origine [nel mare] che è quasi introvabile nei luoghi in cui si raccoglie. Si ritiene inoltre che, legato al collo dei bambini, funga da amuleto protettivo."

Mi fermo qui.

Sono sicura che scoprirai molto altro e che avrai piacere di raccontarmelo.