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Hai mangiato i capperi canditi? I Sapori Eoliani di Roberto (Salina)

Scritto da ostrichina | 28/04/26, 06:00

Lo scooter noleggiato al porto di Salina emetteva un rumore fastidiosissimo, simile a quello di una motosega che smette solo quando è spenta. Ma era l’ultimo rimasto e ha permesso di girare l’isola in lungo e largo, conquistando - anche ad agosto - un tuffo in solitaria a Scalo Galera, la frescura del bosco di felci e porri (porta un k-way), i tramonti arancio fuoco di Pollara e la visita al Museo Eoliano dell'Emigrazione.

Conservo il ricordo delle persone conosciute insieme a una piccola bottiglia di malvasia che ogni tanto fisso, ma non ho ancora avuto il coraggio di aprire.

L’ho ricevuta in regalo in un bar di cui non ricordo il nome. Stavo chiedendo dove trovarne una buona e un signore, che era lì di buon mattino come me, mi ha chiesto di aspettarlo, prima di tornare indietro con il suo trofeo.

Quando sono sbarcata a Salina, molti anni dopo, mi è sembrato di non averla mai lasciata.

La prima cosa a cui ho pensato non è stata un tuffo, ma la tappa da Pa.Pe.Ro' al Glicine, che si trova dall’altra parte dell’isola, ma merita il viaggio.

Parcheggi di fronte, lungo la strada, prima di scegliere uno dei tavolini in giardino che guardano il blu. Sarò monotona, ma ordino sempre la stessa cosa con immutata soddisfazione: granita alla ricotta con polvere di cappero salato e capperi canditi.



Per me esiste una vita prima e dopo Salina.

In quella precedente i capperi li ho sempre snobbati e non me ne vergogno, perché al supermercato c’è poco da cercare; in quella attuale sto ben attenta a riordinarli prima che finiscano.

Consumo 5 kg di capperi eoliani sotto sale all’anno. Sono diventati come il prezzemolo, li uso ovunque, anche al posto del sale, durante i pasti o per gli aperitivi, nelle insalate, nelle portate di pesce e nelle zuppe.

 

Alla mia lista adesso ho aggiunto i capperi canditi dei Sapori Eoliani per accompagnare ricotta e gelati (non so perché a me ricorda il caviale) o fare un regalo diverso agli amici.

La ricetta speciale è di Roberto Rossello, che dopo suo nonno, Giuseppe De Lorenzo, ha preso in gestione l’attività agricola che trovi a Pollara (e che purtroppo non sono ancora riuscita a visitare).

Il volto di Roberto è il primo ad accoglierti quando visiti il sito www.saporieolianisalina.it .


Posso dire di conoscerlo attraverso cucchiaiate di capperi canditi e grazie a mamma Marcella, che ha iniziato a portare avanti il sogno del figlio, scomparso prematuramente in un incidente.

É con lei che chatto su WhatsApp, come se ci conoscessimo, anche se le do del lei, per scambiare informazioni o confermare qualche ordine. Mi risponde sempre in modo gentile e puntuale che non rimpiango il fatto che sul sito non ci sia un eCommerce.

 

Abituata a vedere i capperi nascere spontanei qua e là nelle fessure dei muretti, in orto o in giardino, non avevo mai pensato alla cura che richiedono i cappereti.

A Salina trovi quelli più antichi in coltura promiscua, tra piante da frutto, di vite e di olivo, e quelli che abitano interi terrazzamenti.

Scegliere questi prodotti per me significa valorizzare non solo la bontà del territorio, ma anche il lavoro che c’è nella raccolta manuale e paziente dei suoi frutti nei mesi più caldi dell’anno.

Di questo piccolo arbusto non si butta via nulla: si usano le foglie, i capperi e i preziosi cucunci , per patè, granelle, confetture.

Oltre ai prodotti più tradizionali (non sapevo che cucunci e capperi eoliani sono presidio Slow food!) puoi osare scegliendo i sapori più innovativi (prova la marmellata “Roberto” a base di capperi e malvasia), te lo assicuro, avrai molto da scoprire…