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A Casa di Francesco, da Palermo con tanto amore

Scritto da ostrichina | 31/07/26, 12:00

Non so da dove cominciare. È la quinta volta che cancello i pensieri dalle note del mio cellulare. Forse devo solo raccontarti come è andata. 

Ero a Palermo da una settimana e mi sentivo sottosopra. Se mangi spesso fuori è tutto fantastico, poi arriva il conto, se non ci pensi tu è il tuo corpo a chiedertelo e io in quel momento desideravo solo di essere a casa.  

Quando mi hanno parlato di A casa di Francesco (a Via Cerda, in un vicoletto in centro) ho deciso di entrarci in punta di piedi. 

Sono passati diversi anni dalla prima volta, ma pulizia, proposta gastronomica ed estro per l'arredo degli ambienti (geniale l’idea dei piatti per replicare la Sicilia) sono rimasti invariati.

Ma c’è di più, perché qui sono a casa di Francesco!

Piccoli dettagli parlano di lui, tra tutti le polaroid che sono sempre state lì, appese al muro, dietro un tavolo per quattro. È così che ho seguito, in modo discreto, tutte le sue avventure che, nonostante i momenti difficili, hanno sempre visto il suo sguardo buono e il sorriso di chi ti insegna la vita. 



A Casa di Francesco è uno miei posti del cuore non solo perché mangio sano e con gusto. Qui ci torno perché dal primo giorno ho avvertito benessere. Non l’ho mai detto a Linda, so che è una sensazione, qualcosa che non vedi o che non puoi recensire con i piatti su Tripadvisor.

La cura, la gentilezza, i sorrisi sono tangibili e appartengono a tutti, a Jessica che aiuta in cucina e anche a nonna Giusy, che ogni tanto porta il caffè e aiuta a sparecchiare. Questo non significa che non ci sono momenti no o in cui si va di fretta. 

Non vedo un bistrot ma una famiglia, una famiglia vera che non ha bisogno di raccontarsi, perché è lì nella complicità ad affrontare i momenti di caos e a pianificare viaggi attorno al mondo per scoprire sapori nuovi, ma anche a coordinare i cambiamenti di questo spazio che mi fanno pensare a un progetto in corso, che però si avvicina ogni giorno all’idea dei loro sogni.

E quando un posto come questo diventa l’estensione di un pensiero, di quello che vuoi per te stesso o che ti fa stare bene, business a parte, credo che diventi un bene per tutti gli altri.

Ho tanta ammirazione per questa coppia, per quello che sono stati, che sono e che saranno, perché percepisco solo tanto amore.

Linda è un incrocio tra una chef, il Piero Angela della gastronomia (seguili su Instagram) e una fashionista, è sempre curata e stilosa, anche quando indossa il grembiule.

Silvio, che è il marito, e in una vita precedente faceva altro, si muove in sala con sicurezza occupandosi dei fiori freschi sui tavoli, dell’arrivo di fornitori o dell’accoglienza di chi è in fila in attesa del suo posto.

Il menu cambia tutti i giorni e viene scritto rigorosamente a mano su una grande lavagna all’ingresso della cucina a vista, con uno stampatello che vorrei fosse mio. Non è triste come i sensi di colpa di chi ha mangiato e da lunedì si rimette in carreggiata.

A casa di Francesco non si seguono i dictat regionali e se capita si reinterpretano. I turisti apprezzano come i siciliani. 

Trovi una predominanza di verdure (quelle di cui non conoscevi l’esistenza o a km0), legumi e pesce (salmone selvaggio) ed è perfetto anche se non assumi lattosio. Tutto è bilanciato, colorato e impiattato in  modo semplice ma impeccabile. Noto un certo rigore nel farlo se guardo a come sono disposti i prodotti nella dispensa a vista (puoi comprarli) o gli ingredienti nel banco frigo pronti ad essere assemblati al momento. 

Indirettamente e senza bacchettarmi Linda e Silvio mi insegnano che mangiare bene, ma con gusto, richiede una discreta dose di amore per se stessi e per il proprio corpo (per quanto mi riguarda anche di impegno) e che ogni giorno puoi decidere, o almeno provarci, che cosa fare della tua vita, anche quando tira pugni. 

Se passi di qui puoi coccolarti con una colazione salata, un pranzo diverso o una merenda gustosa (devi provare assolutamente la Pavlova!). Alcuni tavoli si prestano alla condivisione, li trovi all’interno, ma con il buon tempo puoi fermarti anche in quelli che ci sono fuori. Ordini in cucina e poi ti siedi perché ti serviranno quando sarà pronto. 



Ho sentito qualcuno lamentarsi dei prezzi e lo capisco, soprattutto se consideri il resto: la rosticceria Al pezzo propone una pasta di anellini forse a 5 euro e Ai Cuochini puoi avere un'arancina o una focaccina con panella a poco più di un euro, ma qui stiamo parlando d’altro.